Riduciamo gli sprechi in cucina

Basta sprechi in cucina, prepariamo la Carrot cake al cocco e anacardi e i cracker di okara

Siamo sinceri: non è mai bello buttare via gli avanzi commestibili delle verdure soltanto perché non si sa come usarli. Non vorreste riservar loro un altro destino?

Sapete che le foglie di un mazzo di rapanelli comprato al mercato sono buonissime per un’insalata? Quante delle persone che conoscete sanno che i gambi dei broccoli non sono solo commestibili, ma anche benefici per la nostra salute? Quante volte avete visto staccare le foglie dalle rape per ridurre il peso e risparmiare qualche centesimo? Non sanno che queste foglie non solo sono saporite, ma più ricche di vitamina C e magnesio dei tuberi stessi.

Credetemi, vi sentirete illuminati quando vi renderete conto di quanto gustosi e nutrienti sono gli scarti delle verdure bio. Sarete assaliti dallo sconforto quando capirete quante verdure avete sprecato nel corso degli anni.

Nella cultura giapponese esiste un termine che descrive il rimpianto di aver sprecato qualcosa perché non si è stati in grado di sfruttarne il potenziale: mottainai.

Non è interessante il fatto che sia praticamente impossibile tradurre questa parola in altre lingue? Soprattutto in un’epoca in cui il riscaldamento globale campeggia nelle nostre menti e sulle testate dei giornali.

Naturalmente la filosofia del mottainai non riguarda soltanto lo spreco alimentare, ma invita a trattare letteralmente qualsiasi cosa con rispetto e dignità, per ridurre lo spreco di risorse preziose, sfruttare al meglio il potenziale delle cose e riciclarle quando si rompono e si sono esaurite.

Perché non iniziare dalla cucina? Perché non utilizzare le parti verdi erroneamente etichettate come scarti anziché buttarle?

Con un po’ di creatività, sarà più semplice di quanto pensiate. Le foglie stufate, cotte a vapore o anche crude di molte verdure possono diventare un ottimo pesto.

Prendiamo le foglie delle carote, ad esempio. Sciacquatele bene e riducetele in purée con aglio, pinoli tostati e olio di oliva di qualità in un mixer o robot da cucina! Uno spruzzo di succo di limone o di aceto di mele aiuta a bilanciare il gusto intenso delle parti verdi della carota.

Anche parti generalmente considerate scarti come le bucce delle cipolle o le parti rimosse degli asparagi possono essere utilizzate. Possiamo conservarle in freezer e quando ne abbiamo accumulato una quantità sufficiente le mettiamo a bollire in abbondante acqua salata per preparare uno squisito brodo vegetale.

Ecco le verdure e le erbe più adatte per preparare il brodo

  • Bucce di cipolla
  • Estremità e bucce di carota
  • Sedano, parti rimosse dai gambi e bucce
  • Estremità e bucce di asparago
  • Gambi di prezzemolo
  • Pomodori, anche i grappoli sono molto saporiti

È importante utilizzare solo verdure biologiche per essere sicuri che le bucce e le parti verdi possano essere rilavorate.

Ecco le erbe e le verdure particolarmente adatte per preparare il brodo

Scarti ed estremità del cavolo

Gli scarti e le estremità del cavolo sono di solito più amari se cotti per periodi più lunghi. I gambi dei broccoli sono da evitare. Il gambo di un cavolo deve essere aggiunto a cottura ultimata del brodo vegetale.

Le parti più dure

Anche se vi impegnate già al massimo per utilizzare al meglio le verdure, a crudo, saltate o stufate, vorreste conoscere un modo per utilizzare la polpa delle verdure e della frutta centrifugata.

Non preoccupatevi, non siete i soli! Ecco perché, con l’aiuto dell’estreattore Panasonic MJ-L700, vi mostreremo come utilizzare il Latte di anacardi e il succo di carota fatti in casa e persino la polpa di okara ottenuta dalla preparazione del Latte di soia. Spoiler: Sì, potete anche utilizzare un estrattore a bassa velocità.

Tanta roba… deliziosa! Prepareremo una Torta di carote, anacardi e cocco molto sano perché useremo meno zucchero nell’impasto e nella glassa. E che dire dei nostri snack preferiti da gustare durante le lunghe sessioni Netflix del venerdì sera? Un croccante Cracker di okara con semi di lino, sesamo e sale marino che potete preparare con il forno a microonde Panasonic NN-CD87 , ammesso che abbiate okara a sufficienza nel vostro frigorifero.

La nostra Carrot cake al cocco e anacardi all’insegna del riciclo degli scarti bio

Non bisogna essere vegani per apprezzare le alternative al latte di origine vegetale. Questi prodotti sono letteralmente esplosi negli ultimi due anni e la maggior parte dei negozi di alimentari propone alternative a base di latte di soia o frutta secca.

Purtroppo i prezzi sono ancora decisamente alti. Non sarebbe fantastico potersi preparare a casa la nostra bevanda preferita agli anacardi? Ora vi spiego come!

Con il Panasonic MJ-L700, potete preparare a casa vostra il Latte di anacardi. Il tutto, senza l’ingombrante sacchetto per il latte, abbastanza difficile da maneggiare.

Sarà sufficiente immergere in acqua qualche anacardo per tutta la notte, versarli nell’estrattore a bassa velocità e aggiungere acqua per ottenere un ottimo succo. Suggerimento: Per un latte ancora più omogeneo, fatelo passare nell’estrattore di succo due o tre volte. L’ampia apertura del Panasonic MJ-L700 rende l’operazione ancora più semplice.

Naturalmente, potete riciclare anche la polpa. Mescolatela a un po’ di sciroppo di acero e passatela in forno per aggiungerla al muesli o alla granola che vi preparate per la colazione del mattino.

Oggi, la utilizzeremo per preparare la nostra Carrot cake al cocco e anacardi. Non solo utilizzeremo la polpa degli anacardi, ma anche la polpa delle carote che otteniamo preparando il succo di carota.

Mescoleremo entrambe a un impasto con farina di farro, cannella e olio di semi di colza, quindi verseremo il composto ottenuto nella Panasonic Croustina, regolata sull’impostazione 13 per 60 minuti. Un gioco da ragazzi!

Una semplice glassa, preparata con anacardi, quark alla soia, pezzetti di cocco e mandorle spezzettate, servirà a ricoprire la torta. In realtà, la Carrot cake al cocco e anacardi è ottima anche senza la glassa.

Vai alla ricetta

Cracker di okara super-croccanti all’insegna del riciclo

Abbiamo stabilito che è molto facile prepararsi in casa il latte di frutta secca e che ci sono molti modi per utilizzarne i sottoprodotti in semplici e deliziose ricette.

L’estrattore MJ-L700 può essere usato anche per preparare il Latte di soia. Anche se avete trovato la vostra bevanda alla soia preferita e pensate che prepararla in casa porti via troppo tempo, vi assicuro che vale la pena provare ogni tanto a farselo in casa.

Oltre al fatto che molti dei prodotti in commercio sono ricchi di zucchero e additivi, il latte di soia fatto in casa è perfetto per cucinare o per preparare il tofu.

Il sottoprodotto necessario per preparare il latte di soia è l’okara. Okara? Sono gli scarti delle bucce dei fagioli di soia dopo essere stati frullati o centrifugati.

L’okara non ha gusto, è asciutta e non sembra particolarmente nutriente. La polpa della soia ricavata dalla produzione industriale del latte di soia e del tofu finisce spesso nel mangime per animali o negli impianti a biogas.

Ma non giudicate un libro dalla copertina. In quanto sottoprodotto naturale, l’okara è ancora ricca di proteine, fibra naturale e ferro facilmente metabolizzabile.

Nel rispetto della filosopia del mottainai, la nostra okara non finirà nel compostaggio. Essiccata in forno, può essere usata come alternativa al pane nelle impanature. In Cina e Giappone, viene usata per la cura della pelle del viso.

L’okara è un perfetto addensante, pertanto ideale per le cotture in forno (cucina vegana). Rende omogenei gli impasti di torte e pane e oggi prepareremo dei croccanti cracker di okara ad alto contenuto di fibra.

Mescoleremo la polpa di soia con farina di farro integrale, sesamo e semi di lino, un po’ di sale e un po’ del nostro latte di soia fatto in casa fino a ottenere un composto solido. Dopo averlo lasciato raffreddare in frigorifero per 15 minuti, lo stenderemo su un foglio di carta da forno. Infine, cuoceremo i cracker nel forno a microonde Panasonic NN-CD87, utilizzando la pratica funzione a convezione.

Dopo soli 25 minuti, i cracker saranno pronti. Spargete un po’ di sale marino sopra di essi quando sono ancora caldi e lasciateli raffreddare prima di assaggiarli, anche se sarà dura resistere.

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Esperimento riuscito!

Dopo aver gustato la nostra deliziosa Torta di carote, anacardi e cocco e con l’anticipazione dei Cracker di okara come sano spuntino per la nostra prossima sessione Netflix, non sarebbe bello poter aggiungere al nostro vocabolario questa parola giapponese così ricca di significato?

Detto questo, non dimenticate: Mottainai.

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Eat This

Eat This

Nadine e Jörg sono gli autoproclamati Food Nerd dietro il blog di cucina vegan Eat This. Oltre a condividere gustose ricette vegane con i propri lettori, la coppia che vive in Germania, desidera dimostrare una volta per tutte che i piatti vegan non devono necessariamente essere scialbi dal punto di vista del sapore o dell'aspetto, ma possono essere deliziosi e belli da vedere quanto i piatti della cucina tradizionale!

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